Consulenza per la digitalizzazione degli archivi fotografici della Soprintendenza di Pompei

Nell’ambito del piano nazionale di valorizzazione “Grande Progetto Pompei” finalizzato alla tutela dell’area archeologica di Pompei, sono stati previsti una serie di interventi conservativi, di prevenzione, manutenzione e restauro del patrimonio fotografico e cartaceo, provenienti dai fondi della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia. Il progetto aggiudicato dalle società Space Spa in RTI con Stelf srl, ha riguardato il condizionamento, la digitalizzazione e la catalogazione dell’archivio fotografico e cartaceo della Soprintendenza di Pompei Ercolano e Stabia composto da negativi su pellicola, negativi su lastre di vetro, diapositive, diacolor, video, per un totale di circa 183.500 originali fotografici e di circa 27.700 pagine di originali cartacei.

A questo importante progetto nazionale abbiamo fornito la consulenza alla RTI per la digitalizzazione e la post produzione dell’enorme archivio fotografico. L’incarico è stato svolto dall’architetto Ferdinando Patini, che ha seguito con i responsabili della produzione tutte le fasi del progetto dall’avvio dei lavori fino alla loro conclusione.

Il materiale fotografico, databile tra l’inizio del Novecento fino al primo decennio del Duemila, documenta le numerose attività di scavo e di restauro, proponendo vedute delle insulae di Pompei, dettagli di pitture parietali, particolari dei reperti o di resti scheletrici che affiorano, scatti dei danni dopo terremoti, furti o durante le guerre: una documentazione di grande pregio non solo per conoscere la storia degli scavi in questo straordinario sito archeologico, ma anche come testimonianza delle tecniche, delle imprese, ed anche delle curiosità sulle attività di scavo attraverso i secoli.

Le attività sono iniziate con il trasporto degli originali in un ambiente appositamente allestito per ospitare i delicati e preziosi reperti, e con l’avvio delle attività di spolveratura e condizionamento degli originali; la fase successiva, quella della digitalizzazione si è preveduto all’acquisizione dei materiali fotografici e cartacei con scanner di ultima generazione a tamburo virtuale e con alte prestazioni tecnologiche, per consentire la corretta acquisizione di tutti gli originali.

In particolare il nostro incarico si è articolato nei seguenti punti: L’installazione del software ed il setup dei computer e degli scanner; l’individuazione delle migliori tecniche per la digitalizzazione delle lastre e delle pellicole; La realizzazione delle procedure a cui doveva attenersi il personale incaricato alla digitalizzazione; La definizione e la creazione dei profili colore del monitor e degli scanner ed il loro monitoraggio. Avviata la fase di digitalizzazione è stato predisposto secondo le indicazioni del capitolato d’appalto la realizzazione di un prototipo da inviare al committente.

La fase di post-elaborazione delle immagini acquisite, è stata la fase più delicata perché una volta realizzati i file RAW, ogni singolo scatto è stato elaborato mediante l’utilizzo di opportune azioni che guidavano il personale addetto a sviluppare il file finale. Al fine di rendere operativo nel minor tempo possibile il personale addetto alla post produzione, sono state organizzate delle sessioni di formazione in presenza presso Space Spa a Prato e online mediante collegamenti diretti via Skype.

Successivamente i materiali sono stati indicizzati e forniti con un software di catalogazione che consentirà alla Soprintendenza di proseguire le attività catalografiche in futuro.

Speriamo di poter consultare al più presto questo materiale on-line per valorizzare e mantenere nel tempo il patrimonio fotografico, grazie ad immagini digitalizzate che evidenziano tutti i particolari effettivamente presenti nello scatto e più in generale di far apprezzare nel mondo questo importantissimo sito archeologico, contribuendo al suo rilancio ed alla sua conservazione.